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Il Piccolo Principe
di Antoine de Saint-Exupéry





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lunedì, 25 settembre 2006
 
A volte mi capita di osservare i miei comportamenti e rimanerne basito, come quando succede di trovarsi coinvolti nostro malgrado in qualche situazione incresciosa di cui siamo involontari e forzati testimoni, siamo lì ma vorremmo essere altrove e finiamo per far finta di non esistere.
Stamattina ero in macchina e osservavo le mie reazioni di guidatore tutt'altro che conciliante, ne avevo per tutti, pioggia e nebbia facevano da giusta cornice.
I guidatori sono sempre di due categorie: imbranati a disagio con la guida che fondamentalmente non sono sicuri di avere il diritto di stare su una strada e tanto meno di averne la capacità, e i prepotenti che credono di essere in pista, che la strada sia loro e che gli altri vadano schivati come nei videogiochi.
Tendo decisamente verso la categoria dei prepotenti.
Se gli altri andavano troppo piano mi innervosivo perché mi costringevano a frenare per poi tornare ad accelerare, se premevano alle spalle me la prendevo perché la strada era bloccata e anche accendendo il Duomo di Milano nel mio specchietto retrovisore non si sarebbe comunque liberata.
Me la prendevo e nello stresso tempo guardavo con un sopracciglio alzato il profluvio di invettive ed esagerazioni che intervallavano la guida tanto da costringermi ogni tanto a dirmi: “non ti sembra di esagerare? Lo fai anche tu...”
Sono giunto a una sorta di tregua con me stesso stemperando l'animosità, ma il riflesso condizionato rimaneva con un occhio aperto.
Devo piantarla di guidare a cottimo, cosa particolarmente stupida, arrivare mezz'ora prima o mezz'ora dopo non mi cambia la vita, anche perché calcolo con abbondanza i tempi di percorrenza.
Mi piace l'idea di prendere in futuro la guida come un'ottima occasione per praticare la pazienza e la gentilezza.
Però certa gente dovrebbe andare a piedi, e non troppo lontana da casa...

Scritto da pennapiuma | 23:54 | commenti (5)