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Il Piccolo Principe
di Antoine de Saint-Exupéry





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mercoledì, 24 settembre 2003
 


Ieri sera sulla strada per il ritorno a casa sull'asfalto ho visto un riccio schiacciato.
Non è una scena inusuale, dove vivo c'è ancora molto verde, capita di vedere ricci morti ai bordi della strada, schiacciati dalle macchine mentre cercavano di attraversare la strada.
Quello che ho notato di diverso era il mio cambio di prospettiva.
Da più di un anno nella legnaia in giardino vivono alcuni ricci, ora ne sono rimasti due, un maschio ed una femmina. Ogni sera, sono animali notturni, prendono ad aggirarsi per il prato sino a finire immancabilmente alla ciotola lasciata per loro, con crocchette o avanzi di cibo, mangiano di tutto, si arrampicano sul bordo della ciotola, poggiano le zampe anteriori e il muso dentro e spazzolano tutto con gusto, facendo un gran baccano masticando, non a caso anche i ricci, al pari dei gatti sono diventati di generose proporzioni.
Mi è tornato in mente quando con un asciugamano sono dovuto andare a capovolgerne uno che era ruzzolato per le scale che portano al garage finendo a zampe all'aria.
Mi sono ricordato delle volte che di sera uscendo di casa li sorprendevo a mangiare, quando vengono colti in flagrante non scappano, si immobilizzano adottando la nota tecnica del “tu non lo sai ma io non esisto”, e poi appena ci si allontana scappano a gambe levate, i ricci corrono, eccome.
Mi sono ricordato anche di quando in calore hanno misurato per diverse notti tutta la siepe dietro la mia stanza razzolando e grugnendo, facendo un baccano d'inferno.
Quel riccio schiacciato mi ha ricordato i ricci che ho imparato a conoscere, di cui prima non sapevo praticamente niente ed ora l'esperienza diretta piano piano mi ha insegnato.
Quel riccio non era solo un animaletto buffo e sfortunato, ora aveva connotati ben precisi, non sfumati dall'ignoranza.
Se sai non puoi più far finta di non sapere, la conoscenza è responsabilità, anche per dei ricci.


Scritto da pennapiuma | 11:07 | commenti (14)