SerendipitàIl giro del mondo in ottant'anni |
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giovedì, 28 agosto 2003 Ho mandato in pensione la mia vecchia poltrona in pelle nera di extracomunitario, non era più politicamente corretta, sostituendola con uno sgabello ipertecnologico dell'Ikea, ma andiamo con ordine. Il bricolage è una cosa seria, astenersi perditempo. Nessuno che abbia comprato e montato qualcosa dell'Ikea può tornarci a cuor leggero. Dietro il sorriso beato di fronte alla fiera dell'inutile ma colorato si sarà sempre la consapevolezza dei mediocri risultati conseguiti una volta a casa. Nella mente resterà indelebilmente impressa la tua immagine, vista dall'altro, sudato, scarmigliato e preda del più nero sconforto, con scatolone aperto, pezzi sparsi ovunque, spiegazioni senza una parola di conforto, con sole figure, la cassetta degli attrezzi aperta e abbandonata perché non sai cosa usare e soprattutto per fare cosa. Il risultato finale è sempre e comunque una pallida imitazione del modello originale. Se sbagli, visto che i pezzi sono contati, o butti via tutto o vai in Svezia a comprare le viti in plastica necessarie al compimento dell'ardua opera d'ingegneria, nessuno mi convincerà mai che sia ingegneria “civile”. Ci vuole tempo e preparazione psicologica nonché fisica per cimentarsi in una visita all'Ikea. Devi partire con un'accettazione acritica dei seguenti assiomi: 1.Non acquisterai mai solo quello che sei andato a comprare, hai bisogno di più cose di quante non immagini, tutte indispensabili. 2.Sei più bravo di quello che credi nel fai da te. 3.Hai una memoria selettiva riguardo le esperienze passate. 4.Tu sai che per accendere una candela dell'Ikea servono un accendino e una brugola del cinque, ma lo dimenticherai appena varcata la soglia. Preparati e rassegnati allora ci si può cimentare nell'impresa. L'Ikea era presa d'assalto oggi, questo mi ha indotto a un comportamento quanto mai morigerato, avevo bisogno solo dello sgabello ipertecnologico che non fa venire il mal di schiena, a detta di un amico architetto di mio cugino, e solo quello ho preso, ignorando ostentatamente gente che entrava negli armadi, provava tutte le superficie piatte o morbide, concentrandosi su sedie, poltrone, sdraio, dondoli, letti, culle, per quanto adatte a neonati, sempre sostenendo imperterriti che erano comodissimi per quanto astruse fossero le posizioni assunte. Ho preso diligentemente metro di plastica, carta e matita, posto che vai, usanza che trovi. Ero serissimo e determinato. Lo sgabello non era nel settore e scaffale segnati al piano d'esposizione superiore, lo sgabello costava più del prezzo segnato sopra, cambiando di piano cambia prezzo, i colori erano scritti in svedese. Ho comprato lo sgabello ipertecnologico. Nel parcheggio ho visto entrare una Smart, cosa ci può venire a fare uno con una Smart all'Ikea? Compra le presine per la cucina? Mano a mano che tornavo a casa ho iniziato a sudare freddo al pensiero di ciò che mi attendeva. Arrivato ho aperto lo scatolone e ho trovato lo sgabello ipertecnologico già montato, l'ho abbracciato scompostamente e ho pianto, di sollievo e di felicità. Lo sto usando. Mi sta venendo il mal di schiena. Scritto da pennapiuma |
18:05 | commenti (13)
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