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Il Piccolo Principe
di Antoine de Saint-Exupéry





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lunedì, 13 dicembre 2004
 
Mentre lo facevamo non ci credevo nemmeno io.

Premessa

Di ritorno dalla seconda sessione intensiva alla fiera dell'artigianato a Milano mia madre venendomi incontro ha esordito dicendo: "non puoi nemmeno immaginare cosa non ho preso, ti ho preso anche un tè blu..."
"Tuareg?"
Assolutamente impermeabile a qualsiasi ironia mia madre ha proceduto a passo di marcia verso casa in mezzo a cani festanti, sbracciandosi e ripetendo come un mantra o forse un monito: "non puoi nemmeno immaginare..."
Mi astengo da qualsiasi commento riguardo la scelta dei tè, però mi ha preso delle pietre dure spettacolari.
Questo solo per inquadrare l'ebbro clima della serata.

Pre-premessa

Arturino ringhia, ma solo quando si cerca di spostarlo dal divano della stanzetta di mia madre alla cuccia della cucina passando per il giardino per fare i bisogni prima di andare a nanna.
Per prima ne ha dato testimonianza mia madre, ovviamente non creduta, poi ho sperimentato di persona quando a casa da solo mi è toccato mettere a nanna i pargoli per più notti di fila.
Una sera ho preso a tradimento il mastinetto totalmente impastato di sonno gridando: "A NANNA!", si è svegliato di soprassalto inferocito abbagliando e ringhiando ma ero già pronto a tacciarlo con un: "COOOSAAA!?" accusatorio.
Mi ha guardato male facendo però silenzio.
"E SI FA ANCHE LA PIPI'!"
"grrr..."
"COOOSAAA!?", con tanto di dito indice ammonitore levato.
"mpuff"
"NANNA!"
"g.."
"Non ti azzardare sai...", occhiataccia.
Il mastinetto offeso gira la testa dall'altra parte.
"E PIPI'!"
"g..fff"
"COOOSAAA!?"
Siamo andati avanti un quarto d'ora buono, io a cercar di trattenere le risate facendo la faccia cattiva e Arturino impermalito per davvero.
Da quella sera si è dato per assodato che il mastinetto è recalcitrante ad andare a nanna, si costerna, s'indigna, s'impegna, poi getta la spugna con gran dignità, con tempi drammatici però.
Un paio di sere fa mia madre esasperata perché non si muoveva l'ha sollevato usando il telo di compertura del divano e l'ha posato a terra come un fagotto.
Non lo sapevamo ancora ma era il primo passo verso...

Il misfatto

Ieri sera...
Due lembi mia madre e due lembi io abbiamo infagottato il mastinetto e l'abbiamo sollevato di peso dal divano, Arturino ha serrato gli occhi incredulo, è un brutto sogno, è solo un brutto sogno, poi passa tutto...
Non solo non è passato, è continuato fluttuando e ondeggiando, il mastinetto è finito infagottato come un tortellino, presa coscienza della gravità della situazione Arturino ha iniziato a divincolarsi finendo ancora di più per somigliare a una via di mezzo tra un raviolo abnorme e una caramella gigante.
L'involto è stato posato infine fuori casa sul portico d'ingresso, districandosi indignato come prima cosa si è girato dando a me e mia madre la schiena, ci ha giusto degnato in uno sguardo in tralice per controllare dove fossimo, mia madre era rientrata in casa in tutt'altre faccende affaccendata e io mi stavo dirigendo verso il prato per controllare che Karma e poi lui facessero il loro dovere prima della nanna, a quel punto è scattato, lanciandosi con la velocità di un levriero verso la porta finestra della cucina.
L'ho dovuto riportare a peso morto sul prato mentre sbuffava.
E' rientrato in casa correndo e guardandoci ancora storto.

Scritto da pennapiuma | 11:03 | commenti (11)