SerendipitàIl giro del mondo in ottant'anni |
|
|
Tracce Etellenie in Abitudini utente anonimo in Abitudini utente anonimo in Vite da vaso Etellenie in Vite da vaso Laanan in Vite da vaso utente anonimo in Vite da vaso svariabile in Vite da vaso noriluna in Vite da vaso utente anonimo in Vite da vaso utente anonimo in Vite da vaso Crocicchi ...alle ragazze dalle labbra rosa agrodolce §Vola solo chi osa farlo§ battitozero DIS ORDINI Il giorno dei perdenti a quanto pare c'è! io ballo da sola La Line(a) Curva piccolesfumature Attacca bottone Cammino oggi aprile 2008 marzo 2008 novembre 2007 agosto 2007 ottobre 2006 settembre 2006 agosto 2006 giugno 2006 maggio 2006 aprile 2006 marzo 2006 dicembre 2005 ottobre 2005 settembre 2005 agosto 2005 giugno 2005 aprile 2005 marzo 2005 febbraio 2005 gennaio 2005 dicembre 2004 novembre 2004 ottobre 2004 settembre 2004 agosto 2004 luglio 2004 giugno 2004 maggio 2004 aprile 2004 marzo 2004 febbraio 2004 gennaio 2004 dicembre 2003 novembre 2003 ottobre 2003 settembre 2003 agosto 2003 Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry
Visitato *loading* volte |
venerdì, 02 novembre 2007 “Tre anni Shomen, tre anni Yokomen”. Narra la leggenda che questa fu la risposta che Hiroshi Tada, 9° dan e direttore didattico dell'Aikikai d'Italia, diede a un praticante di Aikido che gli chiese cosa doveva fare per imparare l'uso della spada giapponese. Tre anni solo il fendente verticale, dall'alto verso il basso diretto verso la testa dell'avversario, la prima tecnica che si impara nell'uso della spada, e tre anni il solo fendente laterale, sempre dall'alto verso il basso ma questa volta tagliando in diagonale verso il lato della testa dell'avversario, all'altezza delle tempie. Ho sentito questa storia diverse volte, con differenti varianti. In una prima veniva risposto dapprima: “tre anni Shomen”, al termine dei tre anni, il praticante tornava con la stessa domanda e gli veniva allora risposto: “tre anni Yokomen”, con relativo sconforto del malcapitato che lasciava perdere. In un altra si faceva presente che nelle scuole di Kendo, la via della spada giapponese, questa era la prassi, anni e anni fa. E' una storia che mi ha colpito e che ho serbato in memoria finché un giorno, il 29 ottobre di due anni fa, un po' per scherzo e un po' per mettermi alla prova mi sono messo a fare mille fendenti verticali (shomen) con la spada di legno (bokken). Non ero sicuro di riuscire a farne così tanti di fila, ho iniziato e mano a mano che mi avvicinavo alla meta non volevo mollare. Indolenzito a mille mi sono fermato e ho pensato che forse potevo rifarlo, qualche volta magari o solo per un po', così per vedere cosa succedeva. Sono passati due anni, ho cambiato tipo di spada di legno più volte, in genere aumentando peso e lunghezza per rendere più difficile l'esercizio, ora uso uno iaito, una spada vera non affilata che si usa nello studio della Iaido, l'arte di estrarre la spada giapponese dal fodero e contemporaneamente colpire. Mille fendenti al giorno, un esercizio che una volta allenati varia dalla mezz'ora all'ora di tempo, a seconda del ritmo e dell'arma che si usa. “Tre anni Shomen”. Non ho iniziato pensando di fare per tre anni di fila il solo fendente verticale, base della scherma giapponese, ho principiato pensando di provare per un anno, passato l'anno ho continuato, ero migliorato ma non così tanto come speravo, rimanevano parecchie lacune, arrivato ai due anni ho pensato che tanto valeva farne tre. “Tre anni Shomen”. Mille fendenti, tutti i giorni, quando mi andava e quando non mi andava, quando stavo bene e quando stavo male, di notte o di giorno, a casa o fuori, ma sempre mille fendenti. Ora voglio continuare per un altro anno, ovviamente non pensando a cosa farò dopo. Un passo alla volta, così posso vedere dove mettere i piedi, senza lasciarmi sopraffare da imprese troppo impegnative. “Tre anni Shomen, tre anni Yokomen”. D'altronde se funzionava anni e anni fa nel Kendo potrebbe funzionare anche ora. Scritto da pennapiuma |
17:00 | commenti (12)
|