SerendipitàIl giro del mondo in ottant'anni |
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venerdì, 10 marzo 2006 ![]() La lithops è una piccola e curiosa pianta grassa che ho scoperto da poco. E' una “succulenta” cioè una pianta capace di immagazzinare e amministrare sapientemente grandi quantità di acqua nei suoi tessuti che divengono così carnosi, è perenne, nana e originaria dell'Africa Meridionale. E' formata da due foglie accoppiate divise da una fenditura, raggiunge un'altezza di un paio di centimetri e una lunghezza da uno a quattro, ha un tasso di crescita lento. Lithops deriva dal greco lithos cioè pietra e opsis che significa aspetto, proprio per la sua somiglianza con una pietra viene chiamata pietra vivente. A vederle queste piantine non dicono un granché però mi hanno colpito subito in quell'angolo di un grande vivaio tra piante grasse d'ogni genere, piano piano ho iniziato a mettere insieme i pezzi, una nozione qui, un'intuizione là e un persistere dell'interesse che veniva da chissà dove. Sembra un sasso ma è viva, inganna l'occhio e cela sostanza, ha bisogno di ben poco e di quel poco fa tesoro e fiorisce. Il fiore spunta dalla fessura e si sviluppa in autunno, la primavera dell'emisfero australe, sembra una margherita, si apre nel tardo pomeriggio ed è così “grande” che può coprire completamente la pianta. Questa “pietra viva” prende pochissimo e fa dono al mondo di qualcosa di più grande di sé. ![]() ![]() Per sicurezza ho preso anche una pianta carnivora... Scritto da pennapiuma |
21:53 | commenti (14)
mercoledì, 08 marzo 2006 “Quanto dovrò perdonare per essere perdonato?” Questa frase m'è apparsa nella testa una mattina al risveglio, così dal nulla. Da quel giorno periodicamente come una meteora s'è ripresentata a intervalli irregolari a richiedere la dovuta attenzione. E' una domanda che somiglia tanto a quelle fatte a volte dai bambini, improvvise e spiazzanti, proprio quel genere di domande che i bambini dopo averle fatte deflagrare a tradimento continuano imperterriti a ripetere sinché non ricevono una balbettante risposta o causano un irreparabile crollo di nervi nell'attonito interlocutore. “Quanto dovrò perdonare per essere perdonato?” Dunque... bimbo caro... non lo so, che è sempre un'ottima partenza nonché una precisazione doverosa, comunque... direi parecchio e tanto per andare sul sicuro è meglio iniziare subito, magari da se stessi o magari da qualcun altro, vale anche se non lo saprà mai. Caramellina?
Scritto da pennapiuma |
00:28 | commenti (4)
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