SerendipitàIl giro del mondo in ottant'anni |
|
|
Tracce Etellenie in Abitudini utente anonimo in Abitudini utente anonimo in Vite da vaso Etellenie in Vite da vaso Laanan in Vite da vaso utente anonimo in Vite da vaso svariabile in Vite da vaso noriluna in Vite da vaso utente anonimo in Vite da vaso utente anonimo in Vite da vaso Crocicchi ...alle ragazze dalle labbra rosa agrodolce §Vola solo chi osa farlo§ battitozero DIS ORDINI Il giorno dei perdenti a quanto pare c'è! io ballo da sola La Line(a) Curva piccolesfumature Attacca bottone Cammino oggi aprile 2008 marzo 2008 novembre 2007 agosto 2007 ottobre 2006 settembre 2006 agosto 2006 giugno 2006 maggio 2006 aprile 2006 marzo 2006 dicembre 2005 ottobre 2005 settembre 2005 agosto 2005 giugno 2005 aprile 2005 marzo 2005 febbraio 2005 gennaio 2005 dicembre 2004 novembre 2004 ottobre 2004 settembre 2004 agosto 2004 luglio 2004 giugno 2004 maggio 2004 aprile 2004 marzo 2004 febbraio 2004 gennaio 2004 dicembre 2003 novembre 2003 ottobre 2003 settembre 2003 agosto 2003 Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry
Visitato *loading* volte |
sabato, 30 aprile 2005 "Lo tenga con cura perché è bellissimo", un ragazzo rimasto estasiato vedendo Arturo a spasso, ma questo passa in secondo piano quando capisci che ti ha dato del lei. Puoi anche pensare per un istante mentre lo guardi allontanarsi che magari era solo un ragazzo molto ben educato, ma puoi farlo giusto per un attimo poi alla fine arrivi al punto: a dispetto delle tue illusioni e della tua manifesta immaturità sociale gli altri ti considerano "grande" e qualcuno magari anche "vecchio". ...e non posso nemmeno mettere il broncio perché indispettito. Scritto da pennapiuma |
10:23 | commenti (19)
lunedì, 18 aprile 2005 La vita si svolge a più livelli: in veranda Arturo russa, nella casetta Karma sonnecchia e sul tetto Ciccio, il micione di generose proporzioni, fa merenda.
Scritto da pennapiuma |
17:39 | commenti (9)
domenica, 17 aprile 2005 Non c'è due senza tre, ovvero il terzo appuntamento del dressage con Karma e Arturo, comparse: io e mia madre e altri mestieranti. "Proviamo l'ostacolo senza scivoli?" Guardo l'addestratrice e poi la passerella rialzata, senza scivoli, sollevata da terra da due bidoni a un'altezza più o meno di mezzo metro. Arturo salta con le zampe davanti sulla passerella rialzata e inizia a graffiarla, poi ci appoggia la pancia, dondola un po' in bilico sulla pancia e infine si gira a guardarmi, io mi giro a guardare l'addestratrice. "Non riesce a saltare?" "Chi?" ... Per insegnare a un cane a sedersi si tiene un bocconcino in mano facendogli sentire l'odore poi si alza la mano in modo tale che il cane debba alzare per forza il muso per mangiare il biscotto, per reazione alzando il muso in genere, qui entrano in gioco la legge delle probabilità, le congiunzioni astrologiche, i bioritimi e una serie cospicua di santi assortiti, comunque può ragionevolmente darsi che il cane alzando la testa si sieda, questo è il momento propizio per elogiarlo e premiarlo con un bocconcino. Gradualmente in questo modo il cane impara a sedersi a comando. L'addestratrice quando spiega cosa fare e come farlo si rivolge a mia madre, sa di trovare terreno fertile... in Karma. Dopo qualche tentativo rende partecipi anche me e il mastinetto. "Lui si siede?", LUI è sempre Arturo. "Quando è stanco sì." "A comando?" "Non ci ho mai nemmeno provato." "Proviamo?" "Certo." Prendo in mano un biscotto e lo tengo stretto nella mano chiusa a pugno, dopo svariati tentativi riesco ad attirare l'attenzione del mastinetto e a fargli sentire che ho qualcosa di interessante in mano, alzo la mano in modo che Arturo debba alzare la testa, sorrido pensando all'astuzia macchiavellica con cui riuscirò a farlo sedere senza nemmeno fargli capire che l'ho indotto io a farlo e... Arturo salta e mi addenta la mano, con comodo ululo dal dolore per tutto il tempo necessario. Arturo non salta mai, per questa volta ha fatto un'eccezione, quale fausto evento... L'addestratrice ridendo riporta l'attenzione su Karma e soprattutto su mia madre, inizio a sospettare che abbia capito chi deve addestrare. Quando si volta nuovamente verso i due ospiti del dressage le rivolgo il mio miglior sorriso da venditore d'aria fritta. "Ehm... vale anche sdraiato? Arturo nel frattempo si era sdraiato all'ombra, sotto un ostacolo, per la precisione sotto la passerella rialzata che non era riuscito a salire. "No..." ... Karma addirittura ha fatto un "salvataggio", qualsiasi cosa voglia dire, per noi profani ha tolto dai pasticci un boxer che era stato aggredito da un cane di certa madre e degni padri e li ha separati, il tutto tra lo stupore dei presenti. Ovviamente nessuno aveva meriti per l'accaduto se non Karma ma per sicurezza abbiamo picchettato a terra mia madre perché non rischiasse di volare via. Arturo non ha ben capito cos'era successo però pareva soddisfatto anche lui. ... Mentre fissavamo il successivo appuntamento l'addestratrice ballava il tip tap con agenda e penna in mano per via di Arturino-puttino che giocava al tiro a segno con le gambe del tavolo e dell'addestratrice medesima, secondo me l'ha centrata... ![]() ![]() ![]() Io sono un po' più composto al ritorno, ma non molto visto che devo corrergli dietro facendo finta di passeggiare. Scritto da pennapiuma |
20:03 | commenti (6)
domenica, 10 aprile 2005 "Oggi abbiamo imparato tante belle cose." Sentenza di mia madre dopo il secondo dressage coi cani. ... Per tutta la settimana ho portato a spasso Arturo col guinzaglio, da solo. Nonostante freddo, pioggia e vento ho perseverato nel fare la lap dance con i pali della luce ed esercitarmi nel salto del mastinetto in alternativa al capitombolo-con-ricovero-d'urgenza. Mentre Arturo faceva la corsa campestre nei fossi io mi cimentavo nello slalom tra i ricordini degli altri cani, nell'arco di una settimana però abbiamo raggiunto un certo accordo: io ho preso un passo più spedito e Arturo tira meno, ci siamo venuti incontro. ... Per il secondo appuntamento con l'addestratrice siamo stati promossi al recinto grande, da soli. Abbiamo dapprima lasciato liberi i cani, poi dopo un breve giro di ricognizione e qualche prova di cambio direzione al guinzaglio siamo passati agli ostacoli. "Tocca Arturo." Il mastinetto apre le danze, l'addestratrice si avvicina alla passerella cioè un piano rialzato con uno scivolo per salire e dall'altra parte uno per scendere. "Bisogna iniziare sempre col far fare un giro al cane, per fargli prendere confidenza." Arturo alza la zampa e prende confidenza con la passerella. "Vieni Arturo, vieni...", con tono gioioso l'addestratrice cerca di incoraggiare Arturo che guarda impassibile la siepe di fianco. "Arturo...", guardo la passerella, lancio al mastinetto uno sguardo di supplica e faccio segno con la mano di salire sullo scivolo, Arturo parte in quarta, assalta lo scivolo saltandoci sopra a metà slittando e graffiando guadagna il piano rialzato e col piglio del carro armato percorre tutta la passerella e zompa giù a metà dello scivolo dall'altra parte. "Non l'avrei mai creduto possibile...", l'addestratrice è incredula a bocca aperta. "Nemmeno io...", sono commosso o almeno cerco di esserlo tra uno strattone e l'altro, Arturo ha sì fatto la passerella ma scendendo ha preso slancio e ha proseguito di corsa trascinandomi dietro. Al secondo passaggio ho dovuto spingerlo per il sedere perché voleva sempre salire da metà rampa e non ce la faceva. Quando Karma ha sentito che facevamo i complimenti ad Arturo è scappata da mia madre ed è zompata sulla passerella e ha iniziato a sfilare. A passerella ultimata bisognerebbe premiare il cane con un bocconcino ma il mastinetto snobba i prelibati bocconcini di manzo, quelli di agnello, i wurstel, per fortuna avevo portato anche i suoi soliti biscotti secchi, Arturo è un mastinetto senza grilli per la testa mangia solo i suoi biscotti. Una volta, al secondo turno di esercizi, ha persino fatto tutta la passerella in maniera impeccabile, l'ho abbracciato. Un'altra volta l'ho preso al volo prima che ruzzolasse giù, ovviamente è la passerella ad essere troppo stretta. Karma si è comportata bene, ma non c'erano dubbi al riguardo. "Ora gli ostacoli." Un ostacolo alto tre dita beninteso. Arturo passa di lato e mi guarda perplesso come a dire "ma non lo vedi che c'è un ostacolo? Passagli a fianco bischero." Una volta ha anche superato l'ostacolo correttamente ma non sono sicuro che la cosa fosse intenzionale. Il mastinetto ha superato brillantemente la prova degli esercizi, io non sapevo più come vezzeggiarlo. Alla fine io e l'addestratrice ci siamo guardati e all'unisono ci siamo detti: "non l'avrei mai creduto possibile..." ... Ero troppo emozionato per dare retta a mia madre che ciaccolava fitto fitto con l'addestratrice discutendo su Karma, forse ho fatto male. Già lungo la strada di ritorno mia madre iniziava ad elaborare una teoria su come comportarsi con Karma, a casa l'ha esposta a mio padre che incautamente ha tentato di esprimere un parere differente. "Se io ti dico cosa mi ha detto l'addestratrice e tu continui con la tua idea è inutile discutere" offesa l'ha mollato da solo in cucina. Io non ho sentito cosa ha detto l'addestratrice e mia madre ha tutto un suo modo di interpretare quello che le viene detto. ... Qualche minuto dopo. "Lasciali stare, sono stressati." Karma riposa nella cuccia e Arturo è spalmato di tre quarti sul pavimento. ... Mentre scrivo mia madre sta ancora spiegando a mio padre come bisogna comportarsi con Karma. ... "Oggi abbiamo imparato tante belle cose." ... Sono preoccupato. Scritto da pennapiuma |
19:09 | commenti (7)
martedì, 05 aprile 2005 Il punto della situazione: Domenica pomeriggio Io e mia madre con Karma e Arturo siamo arrivati all'appuntamento per il dressage con mezz'ora di anticipo, l'addestramento è iniziato mezz'ora in ritardo. Per un'oretta Arturo ha fatto il puttino per tutto il maneggio dove si teneva il corso compresa una pianta che si trovava su una parete verticale, io gli arrancavo dietro ammirando l'equilibrismo del mastinetto su tre zampe motrici. Karma si è spaventata per l'apertura improvvisa della sbarra che fa da cancello al maneggio, Arturo non l'ha nemmeno sentita, da quel momento in poi qualsiasi rumore la faceva scappare a gambe levate, da quel momento in poi mia madre ha iniziato a recitare ad oltranza un mantra d'incoraggiamento: "Non si è mai visto un pitbull che scappa..." Giunto il fatidico momento eravamo pronti e carichi, tutti e quattro, con noi c'era una coppia di signori con due bassotte a pelo lungo già addestrate. Karma si è fatta subito mordere il naso da una delle due bassotte a pelo lungo, imperterrita è andata avanti a considerare le due cagnoline due simpatici giochini che si muovevano e a saltellargli intorno. "Non si è mai visto un pitbull che scappa..." Anche Arturo è stato morso una prima volta e ci è rimasto male, la seconda si è limitato a girare il muso di lato come fa con Karma, la terza non c'è stata perché è tornato a percorrere a tre zampe il quadrato del recinto delimitato da una siepe. Karma è stata presto inquadrata dalla dottoressa, nessun problema è intelligente e ubbidiente, il mastinetto rimaneva però un mistero e non solo per lei. "Bisogna trovare qualcosa che piaccia particolarmente al cane per incentivarlo e premiarlo quando fa il bravo, è goloso?" "No." "Gli piace giocare?" "No." ... "C'è qualcosa che gli piaccia particolarmente?" "L'acqua." "Si crede un terranova", precisa mia madre. "Va bene... vedremo..." L'addestratrice per questa volta si è limitata a dare qualche dritta di base. "Il cane dovrebbe avere il suo padrone come punto di riferimento" Karma si stava facendo fare i complimenti dalla padrona delle bassottine, Arturo imperversava tra siepe, altri cani ed esplorazioni assortite e complimenti degli astanti. "Bisogna rendersi interessanti, così il cane è invogliato a seguirci." L'addestratrice guarda me, anche Arturo mi guarda come a dire "non è che sei poi così interessante..." "Non bisogna dare troppi comandi al cane altrimenti si confonde e soprattutto bisogna evitare i comandi contraddittori altrimenti si perde autorità." "Karma ferma, no, su, giù, non saltare addosso, vieni qui, seduta...", mia madre a pennello mentre Karma saltava addosso alla padrona delle bassotte per farsi accarezzare. "Vede signora se dice al cane di non saltare mentre è già su due zampe perde il comando..." "Sì, sì, certo è ovvio, Karma no, basta, giù, vieni qui..." L'unico esercizio della mezz'ora che è durato questo primo incontro è stato far fare un tragitto in linea retta al cane al guinzaglio, andata e ritorno. Arturo era in buona e seppur facendo lo slalom tra uno sbadiglio e l'altro mi ha assecondato, anche i mastinetti hanno un cuore. Quando ho portato Arturo a bere è toccato a mia madre e Karma, secondo mia madre è andata benissimo, io ho sentito solo che si lamentava anche con l'addestratrice che ho insegnato a Karma a mettersi a pancia all'aria. "Non si è mai visto un pitbull che si mette a pancia all'aria." Mia madre non vuole un cane aggressivo, però lo vuole grintoso, qualsiasi cosa voglia dire. Ho capito tutto e non ho capito niente, quello che mi è rimasto bene in testa e che in realtà mi interessava un bel po' è che quando vado al guinzaglio con Arturo devo indirizzarlo e guidarlo anche con il corpo e non solo fare il tiro alla fune e soprattutto se il mastinetto tira io mi devo fermare. A riprova dell'importanza del tutto: "Certo che è come fare sci nautico...", a fine lezione mentre tornavamo alle macchine il padrone delle bassotte commentava il mio stile di passeggiata al guinzaglio con Arturo. Conscio delle mie priorità mi sono fatto dare un avvallo pubblico dall'addestratrice per fare passeggiate singole coi cani. "Dobbiamo far fare qualche esercizio particolare ai cani sino alla prossima lezione?" L'addestratrice guarda me e mia madre e i rispettivi cani e scuote la testa, le vengo incontro e do voce ai suoi dubbi: "meglio aspettare per non aggravare la situazione." Lunedì mattina "Mai più! MAI PIU'! Karma ha ululato tutto il tempo al cancello, si sono affacciati tutti alle finestre! Ho pianto anch'io..." Questo al ritorno dalla prima passeggiata in solitaria con il mastinetto, col braccio che reggeva il guinzaglio dolente. Questa mattina Appena apro la porta della mia camera: "Adesso facciamo tutti e quattro un bel giretto, TUTTI INSIEME!" "Mamma, per favore..." "Perché non vuoi provare?" "Perché l'abbiamo fatto per un anno, Arturo tira come un mulo e Karma a cadenza irregolare si immobilizza e non vuole più andare avanti." "Cosa vuol dire... perché non provare?" "Perché se io mi fermo per far imparare ad Arturo a non tirare e Arturo vede te e Karma andare avanti svelle zolle d'asfalto e si porta dietro anche me." "Sto indietro..." "Arturo si gira e tira dall'altra parte." "Ma se non si prova..." "Vuoi proprio buttare via 220 euro cadauno?" "Cosa centra...", conosco i miei polli, mia madre nonostante il forte influsso new age è ancora profondamente brianzola. Mi armo di guinzaglio, di santa pazienza e del mastinetto e faccio per uscire. "Non fare uscire Karma di casa, non voglio che i vicini la sentano ULULARE!"
Scritto da pennapiuma |
15:28 | commenti (8)
|