SerendipitàIl giro del mondo in ottant'anni |
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giovedì, 31 marzo 2005 Sono stato via qualche giorno per Pasqua, al ritorno tra il mio sbigottimento Arturo non la smetteva più di farmi le feste, Karma era interessata solo a farsi lanciare un giochino e il Lilium era germogliato. Stavo pensando di ripulire il vaso dalle erbacce, magari di aggiungere un po' di terra, ma come al solito il Lilium mi ha colto di sorpresa. ![]() E' l'ultimo superstite di un paio di stagioni di piante in bulbo, avevo disseminato il terrazzo di grandi vasi. Il primo anno la fioritura fu spettacolare, l'anno successivo invece piuttosto deludente, sia la cura che l'incuria danno frutti, differenti però. Avevo già notato che tre piantine erano spuntate nel vaso del Lilium, le ho lasciate fare. Una è morta. ![]() Una moribonda. ![]() Un'altra sembra che se la stia giocando. ![]() Non so se più cose possano convivere bene insieme, ma non c'è come provare. A volte passato, presente e futuro si affiancano, poi qualcuno resta indietro e qualcuno va avanti. Scritto da pennapiuma |
09:33 | commenti (7)
domenica, 20 marzo 2005 Periodicamente mia madre sente telefonicamente la "mamma" di Karma, va a trovarla, le porta qualche fiore e guarda i nuovi arrivi tra cui spera di trovare un cane, il terzo, ufficialmente per mio padre. Questa volta però c'era una novità, ragion per cui qualche giorno fa l'ho accompagnata anch'io munito di mastinetto, dopo un giretto e quattro chiacchiere ci siamo seduti intorno a un tavolo a parlare dei corsi di dressage per cani, un corso d'addestramento di base e poi, per chi volesse, anche corsi di agilità, io e Arturo ci siamo scambiati un'occhiata eloquente, e avanzati di vario tipo che venivano organizzati proprio lì da una dottoressa. Questa sera siamo andati a conoscere la dottoressa che tiene i corsi per presentare i cani e parlare un po'. Dopo che il mastinetto finalmente si è ricongiunto con Karma e mia madre, sceglie lui il percorso da fare ed è sempre alternativo, ci siamo presentati e abbiamo iniziato a chiacchierare, noi, la dottoressa intanto faceva una serie di radiografie a noi e ai rispettivi compagni canini. Premessa doverosa. Da una settimana viaggio a una spanna da terra, da quando l'allevatore di Arturo quando mia madre gli ha raccontato che dalla dermatologa a Milano il mastinetto ha lasciato il segno due volte di fila e dal nostro veterianario in una volta sola ha punzonato due volte la scrivania e una la libreria, l'allevatore ha decretato solenne: per forza è dominante, segna il territorio. Tornando alle nostre velleità di buona creanza per i cani... "Per lei non ci sono problemi", la dottoressa ha già inquadrato Karma, poi guarda Arturo e spara fissando mia madre: "Signora cosa si aspetta da questo corso?" Bando ai convenevoli si arriva al punto: le aspettative, bulldog che ha cercato di atterrarla un paio di volte in testa. "Che accetti il comando", mia madre parte in quarta. La dottoressa le rivolge uno sguardo inespressivo. Io inizio a puntare i piedi per non venire trascinato via dall'Unno dentro e seguire interessato lo scambio di battute. "Che non salti addosso." La dottoressa inizia a scuotere impercettibilmente la testa. Sorrido "Che stia fermo." La dottoressa scuote chiaramente il capo. Sorrido di più. "Che non esca dal cancello quando esco con la macchina." Sorridendo bonariamente e scuotendo il capo: "Signora... ne dubito", la dottoressa lo ammette chiaramente. Io gongolo, mia madre si gira verso di me e inizia a gesticolare indicandomi e alzando la voce: "Ecco! Lo vede! E' il suo cane! E' COME LUI!" Mi giro fiero e intenerito verso Arturo: "mi dai grosse soddisfazioni..." "I bulldog hanno pochissima docilità, sono stati selezionati così, è praticamente impossibile farli ubbidire... però... verso i tre anni si calmano, di solito...", la dottoressa guarda dubbiosa il mastinetto in tutt'altre faccende affaccendato. ![]() Ovviamente faremo il corso, mia madre con Karma e io con Arturo. Scritto da pennapiuma |
18:59 | commenti (7)
martedì, 15 marzo 2005 E' arrivata la primavera e immancabile è arrivata anche l'asma. Ieri mattina finito d'allenarmi ho sentito quella stretta al petto che in tanti anni ho imparato a riconoscere al volo. Puntuale e ligio erano già mesi che mi preparavo: 50 gocce di ribes nero mattino e sera e 30 di gocce di rosmarino prima di pranzo e cena, ricetta di un'ottima Erborista. Mi ero addirittura attrezzato con un elisir di pietre, semplicemente delle pietre dure immerse in una bottiglia d'acqua di cui bevevo due dita d'acqua in un bicchiere mattina e sera, non ho mai capito se gli elisir di pietre funzionassero, le pietre da sole, indossate, tenute in mano o anche solo osservate so per esperienza che hanno un effetto, almeno su di me, indipendentemente dai dettami della Cristalloterapia, gli elisir però non ho mai trovato un modo che mi "ispirasse" per prepararli, alla fine ho ripiegato su una normale immersione delle pietre in acqua, acqua che poi bevo, aggiungendone mano a mano che finisce, a tutt'oggi non ho ancora capito se abbiano un effetto benefico o no ma tant'è che quest'anno ho provato anche questa strada. Niente da fare l'asma è tornata, niente di drammatico ma pur sempre un ospite sgradito. Mi è tornata in mente la domanda che mi facevano sempre in un centro di pneumologia nel veneto tutte le volte che andavo a fare gli esami respiratori: "si guarisce dall'asma?", "beh...", all'inizio cercavo di mediare, un po' per recondita speranza e un po' perché pur giovane ero tutt'altro che sprovveduto, almeno in certi ambiti, e capivo che su quella domanda si giocava la risposta psicologica di un paziente alle cure e soprattutto la sua considerazione sulla qualità delle medesime, ma la riposta, come ogni buona domanda da statistica, prevedeva solo un sì o un no, niente mediazione. "No, dall'asma non si guarisce, con l'asma si convive, più o meno bene", questa diventò nel tempo la mia risposta, fuori, agli altri, ma anche dentro di me. Da bambino non potevo correre nei prati in fiore o finivo per correre in ospedale. A diciott'anni durante i periodi di crisi asmatica avevo un terzo del respiro di una persona normale. Mi sono curato per anni con ogni sorta di nuovo ritrovato medico, se non era ancora arrivato in italia c'era una provvidenziale cugina in svizzera che poteva procurarlo, ho preso cortisone tutti i giorni, per anni. Grazie a quel centro di pneumologia in veneto sono riuscito progressivamente a migliorare le mie condizioni fisiche tanto da arrivare a non prendere più medicine per tutto l'anno, solo all'occorrenza, mi era stato raccomandato. Ho smesso del tutto di curarmi con le medicine allopatiche, niente per l'asma, niente per niente, sono anni che non ne prendo. Ho imparato a curarmi con l'erboristeria, con il reiki, con la cristalloterapia e persino con le arti marziali, respirazione ed esercizi vari in testa, ho imparato a convivere coi malanni e col tempo che richiedono per guarire naturalmente. Ho imparato a convivere con l'asma tanto che difficilmente qualcuno nota che sono asmatico, persino nei momenti peggiori. Il mio buon amico Giggi qualche tempo fa mi ha fatto sorridere dicendomi che dopo la brutta polmonite che l'ha colpito nel periodo natalizio, in piena convalescenza, aveva notato che riusciva meglio di prima ad amministrare le sue energie durante le tre ore d'allenamento del mercoledì, gli ho sorriso: "perché prima non ne avevi bisogno... quando hai forze in abbondanza non hai necessità di imparare ad amministrarle". E' arrivata la primavera, è arrivata l'asma e io vado ad allenarmi. Buondì. Scritto da pennapiuma |
10:54 | commenti (6)
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