SerendipitàIl giro del mondo in ottant'anni |
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mercoledì, 17 novembre 2004 Bisognerà fare qualcosa per il paracarro, il paracarro è Arturo.
Karma lo salta, ma ogni tanto quello che sembra un nano da giardino si muove e Karma finisce a ruzzolare lunga e distesa. Arturo non varca mai una soglia senza fermarsi e si mette sempre di traverso come un blocco stradale della polizia, il vero problema è che il suddetto Arturino quando qualcuno cerca di superarlo si muove, non so quanto consapevolmente o inconsapevolmente, il risultato comunque è che Arturino si adegua agli spostamente degli astanti e ottimizza di conseguenza l'intralcio. E' che poi mi mette il muso sulla gamba mentre sono seduto al pc e mi guarda... e poi mi da anche le zampate... e qualche volta addirittura mi da i bacetti... solo a me, e agli estranei... ma a mia madre no... *** Arturo è troppo magro, non è una battuta di spirito. L'altro giorno mia madre è andata in pellegrinaggio dall'allevatrice di Karma per salutarla, farle vedere Karma e fare l'ennesimo consulto veterinario riguardo il mastinetto. Arturino è conciato, sin qui niente di nuovo sotto il sole, è bene continuare con le cure che ha dato la dermatologa della clinica veterinaria universitaria di Milano, e meno male che almeno per una volta i pareri riguardo alla cura sono concordi, la notizia sconvolgente è che il mastinetto è magro, tutte quelle pieghe che ha andrebbero "riempite". Faccia fede riguardo il rigore dell'allevatrice il suo aspetto e modi simili in maniera inquietante a un ufficiale della Gestapo. Mia madre ha preso la cosa come un affronto personale quindi doppia razione di carne per Arturino, non quella delle scatolette per cani beninteso, i pargoli hanno sempre mangiato carne "normale", e se non ha appetito lo imbocca. Il mastinetto è ufficialmente... all'ingrasso. Scritto da pennapiuma |
14:47 | commenti (17)
Questa mattina ho finito il famigerato Christmas Tea della Twinings, viene denominato Christmas Tea perché si impiega da Natale al Natale successivo per terminare 100 g di tè speziato all'arancia, cannella e chiodi di garofano. Inizio ampiamente prima di Natale a mettere in guardia mia madre dal comprarlo, immancabilmente in una data variabile in prossimità del Natale rientra dalla spesa al supermercato annunciandomi tutta fiera e soddisfatta che è riuscita a trovare un tè che non ho, addirittura un'edizione limitata, sì, è lui, è il famigerato Christmas Tea. Da lì al Natale successivo riuscirò tra atroci sofferenze a terminarlo, alle mie ammonizioni a non ripetere un atto così scellerato mia madre annuirà contrita e convinta e poi immancabilmente lo ricomprerà. Il Christmas Tea è un discreto tè speziato, niente di drammatico in realtà, ma a me non piacciono i tè speziati in genere, alla cannella in particolare, non sono capace di buttare via del tè anche se non mi piace e mi riduco all'ora a usarlo in dosi omeopatiche, quando finalmente tiro un sospiro di sollievo perché finalmente il calvario è giunto al termine ne arriva una nuova sfavillante lattina di un rosso acceso, variano di anno in anno le decorazioni annesse. Non so come comportarmi, non so se tenere in bella vista la lattina vuota nella speranza che mia madre vedendola non ne comprerà un'altra ma temo altresì che vedendola deduca che mi piaccia quel tè e magari sentendola leggera decida di rimpinguare a sorpresa la mia scorta perché quasi finita. Il mastinetto Zen in genere siede e aspetta, al massimo fissa il vuoto in atteggiamento da martire, se ti fissa con un dente snudato vuol dire: "o con me o contro di me". La vista di Arturino col dente snudato mi ha convinto a interrompere immediatamente quello che stavo facendo e precipitarmi fuori con il caterpillar al fianco per fare il quotidiano giretto. Stamattina era particolarmente lanciato, ha fatto tutto il giro del giardino al trotto intervallato da brevi corse, quando mi sono azzardato a variare il percorso si è fermato, mi ha fissato con uno sguardo di riprovazione e poi mi ha raggiunto seguendo ostentatamente il tragitto consueto, Arturino è addirittura più abitudinario di me, ne sono un bel po' fiero. A fine giretto avevo io il fiatone... Dopo il biscotto premio è tornato fuori a zonzo, Arturino oggi è zingaro. Scritto da pennapiuma |
11:02 | commenti (4)
venerdì, 12 novembre 2004 Dopo aver girato svariati veterinari siamo approdati a una clinica veterinaria universitaria a Milano, la specialista in dermatologia dopo vari esami al microscopio è giunta alla conclusione che Arturino ha una rara malattia della pelle, non contagiosa ma genetica e quindi ereditaria.
Con Arturino finisce la stirpe degli Arturinidi, la fama del mastinetto però giungerà ai posteri grazie al servizio fotografico fatto dalla dermatologa, la malattia di Arturino ha avuto un'evoluzione atipica e una particolare virulenza nella manifestazione tanto da meritare di finire in qualche testo universitario. La cura per una forma così grave di malattia è sperimentale nonché rischiosa, può infatti causare danni neurologici. Il mastinetto si lascia imbottire di farmaci e ricostituenti e tiene duro. Ieri gli ho fatto il bagnetto medicato settimanale, o meglio abbiamo fatto il bagnetto medicato settimanale, mentre lo asciugavo con il fon mi dava delle paciose zampate cameratesche come a sincerarsi che la cosa restasse tra noi, di solito dal parrucchiere settimanalmente ci vanno le signore. In casa ho tirato il filo spinato, sto ammassando sacchetti di sabbia e coltivo l'animo del cecchino. L'I Ching sentenzia: "Il segno rappresenta un abisso pericoloso che sta davanti a noi; dietro vi è il ripido monte inaccessibile". E dire che io preferisco il mare... La pietra con cui sto lavorando come Cristalloterapia tra le altre indicazioni terapeutiche ha: "Aiuta a riconoscere ed eliminare i comportamenti di tipo ripetitivo: Essa, perciò, può essere di sostegno nella terapia delle nevrosi ossessive." Il tè verde è antitumorale... Il mio buon amico Giggi è in crisi per pesanti problemi sul lavoro. Abbiamo concordato che è d'uopo farci fare dal suo falegname di fiducia un'altra collezioni di jo e bokken (bastoni e spade di legno per l'allenamento). Raramente rammento i miei sogni, in genere quando lo faccio si tratta di incubi, è un periodo che... "sogno". Ho finito con le lamentazioni. Adesso esco e mi siedo a gambe incrociate sul prato e guardo in su finché non spunta il sole. Forse però sedermi per terra non fa bene al mio mal di schiena... C'è un uccellino che cinguetta allegro fuori dalla mia finestra, sorrido o prendo la mira... sorrido, decisamente sorrido, però scuoto anche un po' la testa, giusto per tenermi in esercizio. Scritto da pennapiuma |
11:09 | commenti (5)
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