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Il Piccolo Principe
di Antoine de Saint-Exupéry





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mercoledì, 29 settembre 2004
 
Ho abbattuto a colpi di katana uno spirito-spettro-feticcio-spaventapasseri però poi lama e impugnatura della spada hanno iniziato a ricoprirsi di una muffa aliena giallo fosforescente, io ho cercato di grattarla via con le unghie ma mio padre dicendomi che ero pazzo me l'ha fatta buttare via.
Era implicata in qualche modo anche un'araucaria del nostro giardino che probabilmente in futuro dovremo abbattere.

Forse è meglio che i sogni non me li ricordi.

Scritto da pennapiuma | 11:47 | commenti (16)


sabato, 25 settembre 2004
 
Anche Arturino ha deciso di prendere parte alle grandi manovre per ricomporre l'ordine costituito spazzato via dall'impietoso vento di ieri e l'ha fatto secondo la sua natura,

Arturino

coprendo una generosa porzione di prato e d'aghi di pino caduti.

Scritto da pennapiuma | 11:19 | commenti (10)


martedì, 21 settembre 2004
 
I tre moschettieri

A metà mattina c'è la corsetta e lo step, obbligatorio per tutti.
Inizio facendo il muezzin chiamando a gran voce all'appello i pargoli, quando alla fine mi danno retta batto le mani per incitarli e scatto di corsa, Arturino mi carica col mento alto scarrocciando un po' di lato, cercando chiaramente d'investirmi più che di seguirmi, Karma ci saltella intorno abbaiando e facendo lo slalom tra l'uno e l'altro con un giochino in bocca.
Io e il mastinetto a breve iniziamo ad avere il fiatone.
Il percorso prevede il giro della casa, a metà tragitto c'è una rampa di scale che si sale di corsa, sosta, e si riparte giù dalle scale sfruttando lo slancio per uno scatto, si completa il giro della casa, un occhio alle condizioni del mastinetto e se è particolarmente tonico dopo un tratto al passo si finisce con il giro del giardino.
Non è facile cercare di non farsi investire da Arturino e nel frattempo evitare di mettere sotto Karma.
Arrivati al campo base un cucchiaino di miele, sì, anch'io.

Arturino e Karma

A seguire pennichella a piacere, per me non al sole sulla sdraio...

Scritto da pennapiuma | 10:29 | commenti (12)


domenica, 12 settembre 2004
 
Prove tecniche di terza età, ovviamente a piccoli passi

A spasso col cane:
1) Se passano due avvenenti ragazze in abiti succinti è d'obbligo girarsi verso il cane e rassicurarlo: "No Arturino non possono fermarsi a salutarti, stanno correndo...", invece che rivolgere indebite occhiate alle magliette aderenti.
2) Ad un tentativo d'attaccar bottone con le due avvenenti giovani di cui sopra che passano e ripassano a fianco facendo sempre lo stesso percorso è da prediligere di gran lunga un canuto passeggiatore cane-munito per far socializzare i due cani ritrovandosi a discorrere amenamente di alimentazione, dei cani ovviamente, e delle difficoltà che ha un bulldog a salire sul letto.

Sì, sono andato a spasso con Arturino, che si è comportato tutto sommato bene, nonostante la sua incredibile capacità di fare giri concentrici e tortuose deviazioni tali da moltiplicare a dismisura un tragitto altrimenti breve e lineare.
In uno dei suoi percorsi alla ventura stavamo passando davanti a una recinzione metallica a maglie quando dietro un cossottino è spuntato d'improvviso un mastodontico Rottweiler, Arturino ha iniziato a dimenarsi tutto deliziato pronto a salutarlo, il bestione era di tutt'altro avviso, si è avvicinato piano e poi s'è avventato.
Arturino c'è rimasto un bel po' male, s'è impaurito indietreggiando ma poi mentre io tentavo di trascinarlo via s'è piantato sulle quattro zampe e s'è messo a fissare il colosso.
Ora... ammetto che m'ha un bel po' inorgoglito questo moto di carattere da parte del mastinetto ma... Arturino sarà anche compatto e stazzato ma il Rottweiler era di gran lunga più grosso e decisamente più cattivo quindi incamminandomi per primo e incitandolo a seguirmi alla fine ho fatto scendere a più miti consigli il bulldog punto nell'orgoglio che lentamente ha ripreso la via di casa.
Nel trambusto generale Arturino s'era persino dimenticato di sbuffare come una locomotiva...
Son soddisfazioni...

Scritto da pennapiuma | 18:31 | commenti (23)


venerdì, 10 settembre 2004
 
Ieri c'era il sole fuori e nuvole dentro, oggi è uggioso fuori e sereno dentro.
Quando il cielo latita in terra ci si arrabatta: Peter Pan cantata da Giorgia in sottofondo, un cornetto caldo alla marmellata di ciliegie, un mug colmo di ottimo tè nero Darjeeling, Karma alle percussioni con la coda sul parquet, Arturino ai fiati sbuffando come una locomotiva e sì, il buogiorno arriva.
Buondì.

Scritto da pennapiuma | 10:20 | commenti (6)


giovedì, 09 settembre 2004
 


"Tu dovresti essere mio, ma... sei di chi scegli di essere."
Arturo, come ognuno di noi, ha il diritto di scegliere di chi essere.

Arturo doveva essere il mio cane, ho scelto la razza, la cucciolata e mi sono lasciato scegliere dal cucciolo, Karma doveva essere il cane di mia madre, le cose però sono andate diversamente.
Arturo sembra più affezionato a mia madre, Karma invece a me.
Karma mi aspetta pazientemente fuori dalla porta della mia stanza se la chiudo e quando mi fa le feste dopo esser stato via mi salta in braccio, si mette a zampe all'aria e quando le accarezzo la pancia mordicchia deliziata la mia maglietta, cercando a tratti d'infilarmi la lingua in bocca...

Karma ha imparato a posare a terra la pallina prima che gliela rilanci di nuovo, Arturo invece si sta specializzando in un topino di peluche meccanico che tirata una cordicella scatta in avanti per mezzo metro, un raggio d'azione che aggrada un bel po' ad Arturino che apprezza altresì che la bestiolina di pezza stia comodamente tutta nelle sue capaci fauci.

Non è facile accettare che Arturo non sia "mio" ed è ancor meno facile accettare di esserne comunque responsabile ma sono le cose difficili e anche quelle che non ci piacciono a insegnarci di più.

P.S. Giova alla comprensione del discorso l'aver letto "Il Piccolo Principe".

P.S.S. Grazie a giorgina per l'immagine.

Scritto da pennapiuma | 16:32 | commenti (8)


lunedì, 06 settembre 2004
 


L'ho visto passare due volte arcigno e assorto mentre trascorrevo l'attesa guardando vecchie foto di paese, ai muri immagini di decenni passati e sbiaditi che lasciavano nella testa il dubbio se il trascorrere del tempo significa andare avanti o semplicemente passare sopra, davanti a me un compagno di scuola delle medie che quasi mi sfiora senza rivolgere a niente e nessuno neanche uno sguardo distratto.

Ero nella sala d'attesa del commercialista con mio padre e un amico architetto che vedendo passare il figlio del commercialista s'è chiesto se era proprio lui, era lui, l'ho riconosciuto e in silenzio ho osservato la polvere che l'indifferenza posa su certi ricordi e su certe persone.

Non so se sia stato peggiore il mio subitaneo pensare d'esser costretto a fare quattro chiacchiere con un vecchio amico o il suo cieco passarmi accanto.

Scritto da pennapiuma | 18:01 | commenti (7)