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Il Piccolo Principe
di Antoine de Saint-Exupéry





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lunedì, 31 maggio 2004
 
Il vento non si tiene niente dentro.
Vento senza un lamento.


Scritto da pennapiuma | 11:19 | commenti (11)
 
Stamattina dovevo andare all'ACI a pagare il bollo per la macchina.
Parcheggio davanti all'ufficio dell'ACI, è un vezzo che da anni riesco a permettermi tra lo sbigottimento degli astanti, pura e semplice fortuna, i posteggi sono pochi e in genere sempre occupati, io ne ho bisogno uno solo e una sola volta all'anno e puntualmente uno è libero.
Mi avvicino al crocchio di persone, rigorosamente sparpagliate e che puntellano colonne e muri, sfoggio il mio miglior sorriso, non un granché invero la mattina, anche gli occhiali da sole senza che ci fosse sole forse non giovavano all'insieme, auguro un buongiorno a tutti e chiedo chi è l'ultimo della fila. Di undici persone ha parlato solo una signora di mezza età, gli altri mi hanno rivolto sguardi vacui, la signora molto gentilmente mi ha detto che era quasi sicura d'essere la penultima. Per la gentilezza e la confidenza che mi ha rivolto gli altri hanno deciso all'unanimità che fosse l'ultima, tacitamente, semplicemente quando ha aperto l'ufficio le sono sfilati davanti in processione precedendola.
Solito ordine sparso dentro, solito capo ufficio che vedendo la fila ha chiesto se erano tutti in coda per pagare il bollo, un simpatico vecchietto ha risposto ad alta voce in dialetto: "eh certo, oggi è l'ultimo giorno", un genio assoluto, l'ho grandemente apprezzato.
La coda all'ufficio ACI è per me un laboratorio sociologico permanente sul comportamento degli italiani.
L'ufficio apre alle nove di mattina, io sono arrivato alle nove meno cinque minuti ed ero preceduto da undici persone, alle nove e cinque minuti le persone in coda alle mie spalle erano una ventina, una signora è arrivata trafelata alle nove e mezzo, mentre io me ne andavo, informando tutti i presenti, e anche qualche condomino all'intorno dato il tono di voce da opera lirica, che era convintissima che l'ufficio aprisse alle nove e mezzo e che si era trattenuta appositamente sino a quel momento.
Ho imparato che arrivare troppo presto non paga in termini di tempo risparmiato, il tempo risparmiato nella coda è uguale a quello atteso per l'apertura dell'ufficio ACI, il grosso della fila si forma poco dopo che l'ufficio apre, io arrivo cinque minuti prima e in mezzora mi sbrigo sempre.
La coda è serpeggiante tendente al caotico e si delinea solo all'apertura dell'ufficio, prima è un assembramento spontaneo, più la fila si allontana dallo sportello e meno è possibile delinearne la forma e tantomeno l'ordine di precedenza.
L'impiegata allo sportello apostrofava l'avventore corrente sempre con uno squillante buongiorno, che andava vieppiù calando, sempre seguito da un leonino sbadiglio, evidentemente era una prassi consolidata. Oltre alla cifra da pagare la signorina faceva sempre notare, con voce anch'essa sempre in calando, che con solo un euro in più si poteva avere la tessera ACI, io non riesco a non associare un socio ACI al personaggio del pignolo e logorroico Furio interpretato da Carlo Verdone nel film "Bianco, rosso e verdone".
Quando è venuto il mio turno ho risposto al buongiorno dell'impiegata, che ormai aveva perso convinzione, e ho chiesto di pagare con il bancomat, un lampo d'interesse ha accesso il bigio sguardo impiegatizio, per pagare con il bancomat bisogna fare la tessera ACI, tessera che con un sorriso ho porto alla signorina che ne ha controllata piccata la scadenza tornando nei ranghi, mia madre aveva a sua volta da poco pagato il bollo per l'auto, sempre con il bancomat e quindi aveva dovuto fare la tessera. Un po' mi è dispiaciuto, quest'anno se mia madre non mi avesse ricordato di avere già la tessera ACI, la "mia" l'avrei intestata a Bimbo Arturo, già pregustavo il momento, ma non c'è stato niente da fare, sia io che l'impiegata ci siamo dovuti rassegnare.
Missione compiuta, se ne riparla l'anno prossimo.

Scritto da pennapiuma | 10:14 | commenti (5)


domenica, 30 maggio 2004
 


Parole, parole, parole.
Parole da poco.
Parole lise dall'uso.
Parole attese.
Parole cercate e mai trovate.
Parole trovate e poi perse.
Parole immaginate.
Parole ricacciate in gola.
Parole urlate.
Parole in fila e sparse.
Parole che rincorrono parole.
Parole che partono e non arrivano.
Parole che arrivano e non c'è nessuno ad aspettarle.
Parole di brezza e di tempesta.
Parole di tepore e di solleone.
Parole d'aria e d'apnea.
Parole brevi messaggi di testo.
Parole che vibrano.
Parole tali e quali.
Parole socchiuse e spalancate.
Parole che fanno capolino e precipitano.
Parole che ruzzolano e danzano.
Parole come foglie al vento.
Parole come aquiloni.
Parole solo parole, sempre parole.
Dicevo?

Scritto da pennapiuma | 10:57 | commenti (3)


lunedì, 24 maggio 2004
 
Sono talmente pigro da aver sviluppato per pura inerzia la virtù della pazienza.



Mio cugino mi ha tirato un bel pacco per la serata cinema del lunedì sera, quindi terrò una serata cinema improvvisata nella mia camera. Per il film, rigorosamente attualmente nelle sale, ho quasi fatto, mi sto attrezzando per realizzare un forno a legna nei miei appartamenti, ma questo risulta più complicato, per quanto riguarda la compagnia invece mio cugino verrà egregiamente rimpiazzato da Bimbo Arturo, basta alzare l'audio del film e lo si più godere anche in compagnia di un cucciolo di Bulldog che russa.
E' lunedì, si approssima la sera e io sono notoriamente abitudinario quindi: serata cinema.

Scritto da pennapiuma | 18:00 | commenti (8)


domenica, 23 maggio 2004
 
Mia madre stava raccogliendo in giardino le foglie cadute della Magnolia, io sbirciavo dalla finestra della cucina mentre lavavo tazzina e caffettiera dopo la mattutina libagione di caffeina.
"Mamma guarda Arturo... ti sta aiutando."



Arturo tutto fiero pascolava nel prato con una foglia di Magnolia in bocca seguendo mia madre. E' un dettaglio irrilevante che la stesse masticando.
Karma ovviamente gliel'ha prontamente rubata, Bimbo Arturo ha iniziato a masticare Karma allora.

Scritto da pennapiuma | 10:40 | commenti (6)


sabato, 22 maggio 2004
 
Sprazzi di sole e pause di grigio incolore, foglie che si scompigliano al vento.
La vicina urla alla figlia adolescente di coprirsi perché "viene il temporale", probabilmente la figlia non sa quale delle due cose sia peggio.
Ticchettano gocce che rinforzano sino a calcare su ogni altro suono.
L'umido odore inizia a fluire dalla finestra aperta, forse l'ho aperta apposta, appena in tempo.
Piove scrosciando come una cascata.
Io mi rifugio nel caldo abbraccio di un eccellente tè bianco Pai Mu Tan e ascolto la pioggia dandole le spalle.
Tuona.

Scritto da pennapiuma | 15:23 | commenti (2)


martedì, 18 maggio 2004
 
Ieri sera ho visto due adesivi sui portelloni del rimorchio di un autoarticolato, a sinistra, scritta scura su sfondo chiaro, "La bestemmia è tenebra", a destra, scritta chiara su sfondo scuro, "La preghiera è luce".
Mi chiedo perché un camionista illuminato come Loredano, il nome era sulla motrice, abbia cercato di speronarci all'imboccatura della tangenziale est di Milano mentre lo superavamo.
Sto seriamente pensando di trascrivere i due motti sulle fiancate del mio blog.

Scritto da pennapiuma | 11:03 | commenti (4)
 
Serata di grandi soddisfazioni.
Jeans elasticizzati taglia 50 ancora larghi dopo la superpizza.
Ottimo film: Monster.
Superpizza di nome e di fatto.
E al ritorno una nuova posizione plastica di Bimbo Arturo.


Scritto da pennapiuma | 00:23 | commenti (8)


lunedì, 17 maggio 2004
 
Sono ragno e sono farfalla.
Mi dibatto tra fili di pensieri che io stesso ho meticolosamente tessuto.
Ogni parola leggera come battito d'ali che carezza la mente e la carta mi fa sperare nel dono della libertà.
Sono leggero in ogni sorriso inatteso, in ogni guizzo di vita.
Sono pesante in ogni lacrima sentita ma non versata, questo è il mio mare, le lacrime mai versate.
In fondo sono un vigliacco, lo so, ma sono un vigliacco che a volte sa riscoprire il coraggio.
Spicco il volo ogni volta che vedo un pertugio di cielo, incurante se il passaggio è troppo stretto o se c'è un vetro di mezzo.
M'areno ogni volta che mi chiedo come si fa a volare.
Strana bestia l'uomo, non ha artigli ma sa ferire come nessun'altra fiera.
Pensieri bastanti per qualche battito di ciglia.

Scritto da pennapiuma | 18:00 | commenti (6)
 


Non è per vantarmi, anzi sì, è per vantarmi, partendo da sinistra: la mia Rosa, la rosa di mia madre, la mia piantina di salvia, la piantina di salvia di mia madre.
Sto ancora lavorando sulla piantina di salvia, non siamo ancora in sintonia, inizia solo ora a darmi soddisfazione.
Tutte e quattro le piante sono state comprate a coppie, una per me, una per mia madre, da mia madre che ne aveva scelto coppie praticamente identiche.
Non azzarderò confronti tra Bimbo Arturo e Karma...
Ammetto di avere ancora problemi con le piante grasse e questo mi sembra quantomeno ironico.

Scritto da pennapiuma | 14:28 | commenti (9)


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