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Il Piccolo Principe
di Antoine de Saint-Exupéry





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venerdì, 30 gennaio 2004
 
Vado a dare alla mia Rosa il buongiorno e un micio, Maschietto, in origine bianco pezzato, ora misteriosamente grigio pezzato, mi tallona miagolando a gran voce pretendendo una dose massiccia di coccole, alla fine anch'io ero grigio, ma non pezzato.
Mia madre ha iniziato a non dormire la notte perché è convinta che io abbia finalmente acconsentito a prendere dei nuovi cani. In realtà io ero di quell'idea già da tempo, abbiamo sempre avuto cani da che io ricordi e ora che non è così decisamente mi mancano, abbiamo quattro gatti, certo, ma è tutt'altra cosa rispetto ai cani. Dopo la morte dell'ultimo però mia madre non ne voleva più sapere, vaneggiava di girare il mondo visto che ora era libera o che era troppo vecchia per poter prendere di nuovo una simile responsabilità.
E' passato quasi un anno, mia madre non ha girato il mondo, non ha smesso di crescere, almeno d'età, i cani continuano a mancarle.
Mia madre ha 56 anni, ho cercato di farla rinsavire spiegandole che rinunciare al piacere di avere dei cani per la paura che le sopravvivessero non aveva molto senso, niente da fare, ho rincalzato e ampliato allora le obiezioni dicendole che una compagnia lunga quindici anni o più valeva qualche sacrificio e persino il rischio che diventassero un peso una volta che lei fosse invecchiata, niente da fare, alla fine mi sono solennemente impegnato a proseguire nelle cure dei cani, in sua vece, se venisse a mancare.
Ora non dorme la notte pensando a quanti cani prendere, di che razza e dove andarli a cercare. Le si può parlare di tutto, come prima, e lei, sempre come prima, parlerà di quello che sta pensando, ora: cani.
Mio padre finge di essere invisibile e soprattutto muto, recentemente anch'io ho iniziato a soffrire di una certa sordità selettiva, affezione che temo si protrarrà per almeno un paio di mesi, cioè fino a primavera, quando sarà davvero il momento di andare in cerca di una nuova compagnia canina.


Scritto da pennapiuma | 11:49 | commenti (14)


giovedì, 29 gennaio 2004
 


Metà cielo di un bell'azzurro chiaro, tenue e sereno, e metà di nubi lilla con una piccola mezzaluna sospesa, un tramonto dai toni gentili e un'aria frizzante che fa respirare a fondo, con gusto.
Un attimo catturato quasi per caso e volutamente goduto.

Scritto da pennapiuma | 17:33 | commenti (2)


mercoledì, 28 gennaio 2004
 


Mi hanno chiamato perdente perché non ho seguito strade battute.
Mi hanno chiamato fallito perché ho scelto prima cosa non essere.
Mi hanno chiamato incivile perché dico tanti no e pochi sì e no è no.
Mi hanno chiamato perdigiorno perché non si capisce cosa faccio.
Mi hanno chiamato fesso perché non so far di conto, perché dare e avere non mi sembrano poi così differenti.
Mi hanno chiamato illuso perché non credo che sogni e realtà debbano per forza essere differenti.
Mi hanno chiamato asociale perché non batto le mani a tempo e non seguo le danze a ritmo.
Mi hanno chiamato a gran voce dopo aver bisbigliato alle mie spalle, tanto per farmi girare e continuare i lazzi.
Non mi chiamate, tanto non vi risponderei.

Scritto da pennapiuma | 11:50 | commenti (8)
 
Nebbia, vecchie orme di neve dimenticate, cielo torpido e sole timido, una giornata ideale per fare pratica d'ottimismo.

Scritto da pennapiuma | 11:02 | commenti (2)


lunedì, 19 gennaio 2004
 


Pur inalberando ancora ostinatamente un ultimo fiore di un rosa carico tra i resti degli altri ormai vizzi, vessillo appena un po' sbiadito ma tutt'altro che dimesso, la mia rosa inizia a far spuntare le prime gemme pronta a rinnovata tenzone.
Noto, sorrido e cerco di prendere esempio.

Scritto da pennapiuma | 11:28 | commenti (18)


sabato, 17 gennaio 2004
 


E' una lotta impari quella contro me stesso, il mio avversario conosce tutti i miei punti deboli e ne fa ampiamente abuso, in pratica passo metà del mio tempo a cercare di non darmi retta.
Torno a contraddirmi.

Scritto da pennapiuma | 23:47 | commenti (6)


giovedì, 15 gennaio 2004
 
Il passato mi rassicura, il futuro mi lusinga, il presente mi restituisce uno sguardo perplesso.
La vita sembra una strada tutta curve, ad ogni svolta il cammino percorso sfuma nella lontananza della memoria e il tratto oltre il tornante successivo rimane celato, alluso solo dal corso passato ma mai certo.

Scritto da pennapiuma | 23:54 | commenti (5)


mercoledì, 14 gennaio 2004
 
Ieri sera di ritorno dalla palestra ho trovato Maschietto, uno dei nostri gatti, che si accapigliava in giardino con un altro gatto del vicinato, a pochi metri di distanza l'imperturbabile Ciccio, fratello di Maschietto, faceva la statua davanti alla porta finestra della cucina in attesa della cena.
La borsa della palestra lanciata contro i due gatti, presi in pieno, è valsa una piccola tregua.
L'unico caso in cui Ciccio fa valere la sua stazza, più o meno il doppio degli altri gatti, è davanti alla ciotola delle crocchette, allora se qualche impavido lo precede in velocità gli si accosta con noncuranza e s'appoggia di peso sul suo fianco, facendolo ruzzolare più in là.
Maschietto è un attaccabrighe, Ciccio un tranquillo micione che si fa gli affari suoi.
Più tardi mia madre parlando dell'episodio sosteneva che Maschietto somiglia a lei e Ciccio a me, in effetti sto già pensando al pranzo...

Scritto da pennapiuma | 10:57 | commenti (8)


martedì, 13 gennaio 2004
 


L'ultimo Samurai è un gran bel film ricco d'emozioni.
Vedere una carica di cavalleria contro fucili, cannoni e mitragliatrici a me gonfia il petto e lucida gli occhi.
Forse non c'è più onore in una sconfitta piuttosto che in una vittoria, ma di certo c'è grande dignità nel credere sino in fondo, nel seguire i propri ideali e i propri principi anche quando portano all'annientamento.

Ieri è stata una giornata strana, prima quel divampare improvviso della rabbia, poi l'e-mail di una persona ormai dimenticata che mi chiedeva scusa per accadimenti di tempo fa e infine per la seconda volta in poco tempo un accenno al libro di Paulo Coelho: “Manuale del guerriero della luce”, libro di cui guarda caso mia madre aveva una copia ancora confezionata nella plastica che mi ha prontamente regalato e che ho prontamente letto.
Non ricordo tutti i libri che ho letto, a volte nemmeno ricordo se un libro l'ho letto o no, ma sono convinto che ogni libro letto ha lasciato qualcosa dentro di me, un dono, a volte inconsapevole ma sempre presente.
A volte non è così importante ciò che un libro narra, quanto piuttosto ciò che permette a chi legge di trovare o riscoprire.

Ogni guerriero della luce ha avuto paura di affrontare un combattimento.
Ogni guerriero della luce ha tradito e mentito in passato.
Ogni guerriero della luce ha imboccato un cammino che non era il suo.
Ogni guerriero della luce ha sofferto per cose prive d'importanza.
Ogni guerriero della luce ha pensato di non essere un guerriero della luce.
Ogni guerriero della luce ha mancato ai suoi doveri spirituali.
Ogni guerriero della luce ha detto 'sì' quando voleva dire 'no'.
Ogni guerriero della luce ha ferito qualcuno che amava.
Perciò è un guerriero della luce: perché ha passato queste esperienze, e non ha perduto la speranza di essere migliore.
(Tratto dal 'Manuale del guerriero della luce' di Paulo Coelho)


In questo mi riconosco.

Scritto da pennapiuma | 11:25 | commenti (6)


lunedì, 12 gennaio 2004
 
Conosco quell'onda lunga che mi monta in petto e spumeggia in gola rischiando di soffocarmi.
Conosco quella rabbia del tutto sproporzionata all'accadimento che l'ha scatenata.
La conosco, ma la capisco?
No, ma oggi non le cedo il passo, oggi no e lo faccio con un mezzo sorriso storto di scherno.
Oggi decido io a cosa aprire la porta nella mia vita e a cosa chiuderla.

Programma serrato sino alle diciotto, quando inizierà il rito del cinema del lunedì sera, con annessa celebrazione della super pizza, ma prima tè, io, tè e una tazza in mezzo.
Nero, il tè, e pare pure fare un po' l'indiano.

Scritto da pennapiuma | 14:42 | commenti (9)


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