SerendipitàIl giro del mondo in ottant'anni |
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sabato, 29 novembre 2003 Questa mattina ho saputo che si è suicidato un ragazzo della mia età, il figlio maggiore di una cara amica di mia madre. Non so come sia successo, né tanto meno perché, non lo conoscevo nemmeno, quello che sapevo di lui mi veniva dai discorsi di mia madre che lo menzionavano di sfuggita, però quest'evento drammatico non può non toccarmi. Penso alla mia vita, a ciò che ne ho fatto, a quanto finga o insegua una forza che non è nient'altro che un modo per fuggire da una debolezza sentita e patita, forse proprio di fronte a una morte senza perché, sbattuta in faccia senza riguardo, proprio allora si anela con più forza ad un senso da dare alla propria vita, un senso che non sia solo un altro abito da indossare. Scritto da pennapiuma |
18:18 | commenti (8)
giovedì, 27 novembre 2003 ![]() La vita è una corsa di cuore, non di gambe. Ho pianto, ho pianto vedendo un film: Seabiscuit, mi sono venuti i lucciconi agli occhi nella scena finale, quando tornano a correre dopo essersi gravemente infortunati sia cavallo che fantino, una corsa fatta di cuore a dispetto degli acciacchi delle gambe. Non mi capita poi così raramente che mi vengano gli occhi lucidi guardando un film, in fondo le fanno apposta certe scene, è l'effetto sperato quello d'emozionare, ma stavolta non ho trattenuto le lacrime, a furia di ricacciare indietro le emozioni ho finito per sentirne solo l'eco, al diavolo, ben venga un po' di sale nella vita, se serve a ricordare quanto sia poi facile lasciarsi andare a un sorriso. Scritto da pennapiuma |
23:37 | commenti (7)
lunedì, 24 novembre 2003 ![]() “Love actually, l'amore davvero” è un gran bel film, se l'avessi visto la settimana di Natale avrei pianto come una fontana e non appena fosse finito avrei abbracciato chiunque mi fosse capitato a tiro. Se vi capita andate a vederlo, merita, portate una scorta di fazzoletti di carta però. Mentre per uscire dalla pizzeria ci accodavamo ad un allegro parentado, che sembrava riunito per una cresima, ho notato con sgomento che un tizio che somigliava in maniera impressionante al tenente Kojak, sì, lo so, ci sono ottime probabilità che non sappiate di chi sto parlando, beata e beota gioventù... ![]() comunque dicevo che questo novello Telly Savalas casereccio reggeva nella mano sinistra niente po' po' di meno che un cappellino da baseball in pitone. Giustamente, dati il pathos del momento e il tenore della rivelazione, la porta a vetri scorrevole ha cercato come nella migliore tradizione horror-splatter di tagliarmi a metà, sicuramente per porre fine alle mie pene. Solo nella bergamasca (cioè nella provincia di Bergamo) si possono trovare nonne che sfoggiano vezzosamente ombrelli con impresso a caratteri cubitali il nome di una nota marca d'amaro e ragazzotti dal lucido cranio muniti di cappellino pitonato. Scritto da pennapiuma |
23:58 | commenti (7)
Venerdì sera di punto in bianco ho iniziato a starnutire a raffica, è seguito poi un consumo industriale di fazzoletti di carta, al raffreddore sono venuti a fare compagnia spossatezza, mal di gola, tosse e probabilmente un po' di febbre. Ieri notte è arrivato lo scherzetto al posto del dolcetto: l'asma. Mia madre questa mattina dopo avermi chiesto come stavo, sentendo che m'era venuta anche l'asma con assoluta noncuranza è andata alla sua libreria ha preso un manuale e me l'ha messo sul mobile dello stereo della mia camera, poi è andata ad accudire dei gatti randagi. Il suddetto manuale si intitola: Metamedicina - Ogni sintomo è un messaggio - La guarigione a portata di mano, di Claudia Rainville delle Edizioni Amrita. In effetti avevo giusto bisogno di sentirmi in colpa perché sto male. Brindo alla vita, con un boccale di tisana contro la tosse. Scritto da pennapiuma |
11:28 | commenti (6)
domenica, 23 novembre 2003 ![]() Sgocciolano attimi s'accendono e consumano ricordi preme una mano sul petto sfugge lo sguardo. Scritto da pennapiuma |
19:56 | commenti (4)
venerdì, 21 novembre 2003 La forza di volontà va esercitata con costanza, ma non sempre. Si può perdere una guerra pur vincendo tutte le battaglie e si può invece vincerla perdendole tutte, ma bisogna comunque tener tenzone. Non si lotta per vincere, si lotta per vivere. Scritto da pennapiuma |
11:12 | commenti (7)
mercoledì, 19 novembre 2003 ![]() La teiera di ghisa è pesante, diverrò un nerboruto cultore del tè. E' nera e panciuta, a parte il colore mi somiglia. Ha una capienza di circa due litri, come il mio stomaco, casca a fagiolo visto che io bevo un litro di tè al giorno, anche se preso dall'impeto del momento non l'ho scelta a caso. Un litro d'acqua impiega circa otto minuti a raggiungere il punto di ebollizione, io molto meno se mi salta la mosca al naso. Il primo tè, un Oolong cinese, non era niente male e non può che migliorare, come me. Si dice che le teiere tendano col tempo ad assomigliare ai loro padroni, la mia promette già di diventare un bel po' ganza. Basta poco per star bene, in un certo senso le cose belle della vita bisogna inventarsele. Scritto da pennapiuma |
11:30 | commenti (7)
martedì, 18 novembre 2003 Ho fatto un salto di qualità. No, non ho deciso di entrare in una comunità per superare la dipendenza da cioccolato al latte con nocciole. Sono giunto a un nuovo stadio di consapevolezza. No, non smetterò di onorare e praticare la pennichella pomeridiana. Quando l'occasione si fa ghiotta bisogna afferrarla al volo. No, non ho conosciuto gemelle svedesi di recente. Ho comprato una teiera di ghisa. Calma... sono contro le violenze verbali e fisiche, soprattutto se rivolte contro di me. La teiera di ghisa è per i professionisti del tè, astenersi perditempo. Niente più bollitore che fischia, bisogna sbirciare l'acqua e aspettare che inizi a incresparsi per spegnere il fuoco e mettere in infusione il tè, ho provato a fissare il beccuccio aspettando che uscisse il vapore ma non è successo niente. Cambiano tutti i tempi per fare un buon tè, a partire dal tempo necessario per far bollire l'acqua, non bisogna arrivare al punto di ebollizione ma appena prima, la ghisa conduce molto bene il calore quindi fa prima del bollitore a raggiungere la temperatura giusta, al tempo necessario per l'infusione, senza contare oltretutto che serve tempo per “fare” una teiera. Praticamente sono preoccupatissimo. Scritto da pennapiuma |
22:45 | commenti (4)
lunedì, 17 novembre 2003 ![]() Renato Zero è un genio assoluto. Avevo appena finito di scaricare il suo ultimo album “Cattura”, l'avevo già ascoltato a mozzichi per controllare l'integrità del file e stavo infine iniziando a destreggiarmi tra cd vergine, masterizzatore e programma di masterizzazione, nel mentre scorrevano gli ultimi secondi dell'album. All'improvviso, quando ormai pensavo che il disco fosse finito, si sente un furioso abbaiare, l'abbaiare tipico di uno di quei piccoli e isterici cani da tasca, poi l'abbaiare si zittisce, silenzio per qualche istante ancora e la voce pacata di Renato Zero dice: “questo mondo è troppo nervoso, dovrò rinascere...” Renato Zero è un genio assoluto. Scritto da pennapiuma |
11:44 | commenti (6)
![]() Sono sempre stato affascinato dalla maestosa e sconfinata possanza del mare, dal mistero celato allo sguardo e racchiuso in oscuri e perigliosi recessi, dall'apparente immobilità che dissimula fonde inquietudini, dalla forza a stento trattenuta che si può scatenare in un istante, ma forse mi si addice maggiormente la calda e addomesticata acqua di una vasca da bagno con idromassaggio. In fondo per chi sa cercare si può trovare l'oceano anche in una goccia d'acqua di rubinetto. |