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Il Piccolo Principe
di Antoine de Saint-Exupéry





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martedì, 30 settembre 2003
 
Siamo davvero liberi?
Di sbagliare di certo.


Scritto da pennapiuma | 23:39 | commenti (12)


lunedì, 29 settembre 2003
 
Per quanto ci si barrichi in una rassicurante quotidianità, mi crogiolo nelle mie abitudini, questo non impedisce al mondo intorno di cambiare. I punti di riferimento si spostano e a volte ci si ritrova in qualche luogo sconosciuto, senza sapere come si sia giunti fin lì.
Stasera ascoltavo racconti su persone che ho conosciuto e frequentato per anni, venendo piano piano a sapere, senza intenzione, che fine hanno fatto, niente rivelazioni eclatanti, ma quanto basta per dare da riflettere, per soppesare come eravamo e come siamo ora.
Pensavo a loro e li confrontavo con me stesso, io non credo d'essere cambiato poi molto e nemmeno d'essermi spostato poi di tanto da dov'ero quando li frequentavo, ovviamente non è vero, ma in genere mi beo di questa falsa verità, ma stasera questa bugia a fin di bene non funzionava.
Tuttora non comprendo il senso della strada percorsa, ma pensare a come sono cambiati gli altri in questi anni mi fa meditare su come quella strada percorsa abbia cambiato me.


Scritto da pennapiuma | 23:49 | commenti (16)


domenica, 28 settembre 2003
 
Pioggia fine, pensieri radi.
Idee accartocciate e poi spianate, guardate con occhi nuovi.
Vibrazione lieve, prurito sui polpastrelli, disturbo nelle orecchie, sospende il respiro, chiama. Canale fuori sintonia, da cercare ancora.
Fende l'aria, scompiglia il silenzio, preme contro, sei tu?


Scritto da pennapiuma | 23:49 | commenti (4)


sabato, 27 settembre 2003
 
Il fare è dominio del giorno, l'essere quello della notte.
Il pensiero torpido sosta, indugia, si scrolla e si schiarisce, si rigira, s'accuccia, solleva la testa guardandosi intorno, l'inclina appena di lato, come per ascoltare, poi chiude gli occhi, bastante a se stesso, senza necessità di riprova o d'azione.
Il tempo osserva, in disparte, non partecipe ma sempre presente.
Notte, un cappello che svolazza in un arabesco d'aria, un sorriso trattenuto, non c'è fretta, sempre qui si fa ritorno, giorno dopo giorno, di notte in notte i pensieri fioriscono col tramonto.


Scritto da pennapiuma | 23:42 | commenti (4)


venerdì, 26 settembre 2003
 
Piccole profezie crescono

Mia madre avrebbe dovuto fare la sibilla, per estorcerle una versione completa e per quanto possibile attendibile su quello che le ha detto la zingara veggente su di me ho impiegato ore, la versione definitiva, ufficialmente accreditata è questa: “brava persona tuo figlio, onesto e sincero come te... peccato che è sfortunato in amore... la prima è scappata la seconda non è adatta... stai attenta finché sei in tempo, qualcuno che gli sta intorno gli vuole male.”
La credibilità della zingara si basa su quanto ha detto a mia madre su di lei, affermazioni che non poteva logicamente dedurre, non ha fatto domande da cui trarre informazioni da usare poi per impressionare, che sia vero o meno mia madre ne è rimasta colpita e la sua amica che era con lei anche. Sono quasi disposto a concedere il beneficio del dubbio a una zingara veggente ma a mia madre e la sua amica non so se me la sento.
Sono calmo, anzi calmissimo, al massimo un po' perplesso.
Sono una personcina a modo, è vero, onesto, pure un po' bischero per certi versi, sincero anche, sfortunato in amore? Io o chi mi ha incontrato? E' dura trovare qualcuno fortunato in amore, almeno a sentire le voci che girano. Una se ne è andata, più d'una per la verità, e il totale non fa due, l'ho già detto che sono perplesso? Le più importanti sono in effetti due però, va detto ad onor del vero.
Sono calmo, anzi calmissimo, magari un po' incuriosito da tutta la vicenda.
Chi mi vuole male? Sì, sto guardando proprio te, no, la spada è d'ornamento, ogni tanto ne prendo una e la spolvero, sai com'è non c'è pace per l'acaro.
C'è l'imbarazzo della scelta su chi potrebbe volermi male, è quel “stai attenta finché puoi” che mi inquieta.
Sono calmo, anzi...
Sono calmo...
Son...
Va bene, panico.


Scritto da pennapiuma | 19:58 | commenti (7)
 
Schegge di ordinaria follia

“Ciccio come sei diventato grasso!” Un'amica di mia madre riferendosi al gatto.
“Questo è Maschietto...” Mia madre riferendosi al citato gatto, che è il fratello magro di Ciccio, il micione di generose proporzioni ancora convalescente.

“Brava persona tuo figlio, onesto e sincero come te... sfortunato in amore... una è già scappata...”, una zingara a mia madre riferendosi a me. Tutte le cose impressionanti e vere che ha detto, a mia madre e solo di sfuggita riferendosi a me, fortunatamente sono state mitigate dal fatto che a un certo punto ha chiesto di darle un uovo crudo, quando mia madre me l'ha raccontato mi è venuto in mente il mago Othelma, munito di uovo crudo e spillone.

Penso proprio che andrò a consolarmi con Ciccio, solidarietà maschile offesa.


Scritto da pennapiuma | 14:32 | commenti (11)


giovedì, 25 settembre 2003
 
Il sole ha fatto capolino, giusto per ricordare che c'è, anche quando non si vede, giusto per infastidire il malumore, poi è tornato subito a coprirsi con falso pudore, pare capriccioso anche il sole oggi.


Scritto da pennapiuma | 10:55 | commenti (8)
 
Buongiorno, giusto per stabilire subito il fuso orario, farlo la mattina non è cosa scontata.
Ho acceso tutte le luci, non ho nessuna intenzione di cedere a questa giornata uggiosa senza quantomeno l'onore delle armi.
Ho il vago sospetto di aver sognato un arcobaleno, solo che non sono sicuro se sia successo questa notte o la precedente. So per certo che la notte non mi ha portato ristoro e sono ufficialmente inquieto, è incerto se in positivo o in negativo, attendo nuovi sviluppi.
Poche cose ma confuse, da sempre è il mio motto.


Scritto da pennapiuma | 09:30 | commenti (2)


mercoledì, 24 settembre 2003
 


Ieri sera sulla strada per il ritorno a casa sull'asfalto ho visto un riccio schiacciato.
Non è una scena inusuale, dove vivo c'è ancora molto verde, capita di vedere ricci morti ai bordi della strada, schiacciati dalle macchine mentre cercavano di attraversare la strada.
Quello che ho notato di diverso era il mio cambio di prospettiva.
Da più di un anno nella legnaia in giardino vivono alcuni ricci, ora ne sono rimasti due, un maschio ed una femmina. Ogni sera, sono animali notturni, prendono ad aggirarsi per il prato sino a finire immancabilmente alla ciotola lasciata per loro, con crocchette o avanzi di cibo, mangiano di tutto, si arrampicano sul bordo della ciotola, poggiano le zampe anteriori e il muso dentro e spazzolano tutto con gusto, facendo un gran baccano masticando, non a caso anche i ricci, al pari dei gatti sono diventati di generose proporzioni.
Mi è tornato in mente quando con un asciugamano sono dovuto andare a capovolgerne uno che era ruzzolato per le scale che portano al garage finendo a zampe all'aria.
Mi sono ricordato delle volte che di sera uscendo di casa li sorprendevo a mangiare, quando vengono colti in flagrante non scappano, si immobilizzano adottando la nota tecnica del “tu non lo sai ma io non esisto”, e poi appena ci si allontana scappano a gambe levate, i ricci corrono, eccome.
Mi sono ricordato anche di quando in calore hanno misurato per diverse notti tutta la siepe dietro la mia stanza razzolando e grugnendo, facendo un baccano d'inferno.
Quel riccio schiacciato mi ha ricordato i ricci che ho imparato a conoscere, di cui prima non sapevo praticamente niente ed ora l'esperienza diretta piano piano mi ha insegnato.
Quel riccio non era solo un animaletto buffo e sfortunato, ora aveva connotati ben precisi, non sfumati dall'ignoranza.
Se sai non puoi più far finta di non sapere, la conoscenza è responsabilità, anche per dei ricci.


Scritto da pennapiuma | 11:07 | commenti (14)


martedì, 23 settembre 2003
 
Il commento di Matteo che mi chiedeva se davanti alla mia Rosa avevo messo un paravento mi ha fatto tornare in mente il libro “Il Piccolo Principe” di Antoine De Saint-Exupéry.
Avevo già pensato a quest'associazione di idee altre volte ma mi sono accorto proprio in quest'occasione che la parte del libro che riguarda il Piccolo Principe e la sua Rosa sta iniziando a sfumare nella memoria. Quando mi capita di pensare a quel libro mi viene in mente soprattutto l'amicizia tra il Piccolo Principe e la volpe.
Quando qualcosa viene acclamato e incensato in genere suscita in me più voglia di ritrarmi che d'avvicinarmi, così è anche per i libri, più me li consigliano o più hanno successo meno mi attirano, questo valse anche per Il Piccolo Principe finché non me lo trovai tra le mani, come regalo. Data la brevità del libro e considerato che era il dono di una persona molto cara non potevo più esimermi, quindi lo lessi e come tanti prima e dopo di me ne rimasi assolutamente affascinato. E' uno di quei libri che io definisco ispirati, in cui ogni parola scritta ne sottende e vale cento. L'ho cercato e trovato tra tanti altri libri, la dedica mi ricorda che correva l'anno '95.
Grazie Matteo per avermi ricordato che è ora di rinnovare questa lettura e lo stupore fanciullesco verso la vita che risveglia.


Scritto da pennapiuma | 18:49 | commenti (6)


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